Prevenire le infiltrazioni: quando utilizzare i dispositivi convessi
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A cura di Domenico Ferraro, Coordinatore e stomaterapista dell’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo
Una delle complicanze più frequenti che sviluppano le persone stomizzate, fin dall’immediato post-operatorio, è indiscutibilmente l'irritazione/lesione della cute peristomale. La principale causa di tale complicanza è legata prevalentemente alla presenza di infiltrazioni degli effluenti, siano essi feci o urine, al di sotto delle barriere cutanee dei dispositivi per stomia applicati.
Tale complicanza viene comunemente definita “irritazione o lesione da contatto”. Riuscire ad isolare la cute della zona peristomale, evitando quindi il contatto con gli effluenti, risulta essere di fondamentale importanza per il benessere, sia fisico che psicologico, della persona.
Nel corso degli ultimi anni, grazie ai molteplici studi effettuati sui dispositivi per stomia attualmente in commercio, si è determinato quanto alcune caratteristiche degli stessi si rendano fondamentali al fine della risoluzione di alcuni problemi. A tal proposito si è giunti alla conclusione di quanto vantaggioso sia l'utilizzo di barriere cutanee convesse, anche nell'immediato post-operatorio, al fine di evitare proprio le infiltrazioni degli effluenti.
La caratteristica di un dispositivo convesso sta nella curvatura, più o meno accentuata, della barriera idrocolloidale adesiva verso l'esterno, ossia la parte del dispositivo che entrerà a contatto con l'addome della persona stomizzata. Oggi si parla prevalentemente di convessità soft.
Tali convessità variano in genere dai 3,5 ai 7 mm e caratterizzano barriere cutanee di diverse dimensioni e possibilità di ritaglio. La vasta gamma di convessità e diametri consente di potere individuare il sistema di raccolta più adatto alle esigenze di ogni singolo paziente.
L’utilizzo dei dispositivi convessi consente la corretta estroflessione dello stoma, la distensione della cute peristomale, la perfetta adesività e tenuta del dispositivo, garantendo un sigillo protettivo contro le infiltrazioni. Questi dispositivi ci aiutano a gestire anche le situazioni più critiche in termini di stomie retratte rispetto al piano cutaneo o ubicate in pliche cutanee, stomie o pareti addominali irregolari, cute flaccida o pazienti cachettici.
Ritengo, pertanto, di poter affermare che l'utilizzo dei dispositivi con convessità soft, a meno di espresse controindicazioni, relative allo stato della cute o, più in generale, delle condizioni cliniche della persona stomizzata, sia oggi assolutamente indicato fin dall'immediato post-operatorio allo scopo di prevenire le infiltrazioni e garantire l’integrità cutanea.
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