L’uso degli accessori per stomia: una buona abitudine per mantenere integra la cute
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A cura di Enrica Cittadino, stomaterapista dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco e Antonio Simari Benigno, stomaterapista dell’Azienda Ospedaliera Annunziata di Cosenza
Nel campo della stomaterapia, al pari di ogni campo medico e no, la ricerca applicata alla tecnologia, ha veramente fatto passi da gigante. Tale evoluzione ha fatto sì di sviluppare presidi e accessori (prima inesistenti) che hanno reso la vita dei pazienti stomizzati sicuramente molto più serena e, indubbiamente, hanno contribuito al miglioramento della qualità della vita.
Il paziente stomizzato deve convivere per un dato periodo o anche per tutta la vita, con una deviazione intestinale o urinaria che lo porta a dover gestire una sacca per raccogliere gli effluenti. I moderni dispositivi per stomia consentono di condurre una vita normale. Ma convivere con questa condizione, più che aspetti pratici, ha risvolti psicologici ed emotivi da considerare.
Questa premessa è fondamentale, poiché nel corso di questi anni, al di là dei presidi stessi che si sono evoluti e che ogni giorno continuano ad evolversi e ad essere perfezionati, grazie alla meticolosa e incessante ricerca delle case produttrici che hanno a cuore il benessere del paziente, un ruolo fondamentale hanno acquisito gli accessori.
Fondamentali perché adoperarli correttamente permette una migliore gestione della stomia. Bisogna fare una distinzione fra gli accessori che aiutano a rafforzare e amplificare le caratteristiche già insite del dispositivo e quelli che ne migliorano l’utilizzo. Sicuramente è fondamentale illustrare alla persona stomizzata quali siano gli accessori, come e quando usarli.
Il ruolo dello stomaterapista è quello quindi di istruire il paziente, instaurare con lui un rapporto di fiducia e accompagnarlo in tutto il percorso di riabilitazione. Il primo passo è insegnarli a prendersi cura della stomia e a mantenere integra la pelle. Nella normalità la cute peristomale dovrebbe essere intatta, senza segni di arrossamento (eritema) o/e perdita di sostanza (erosione, ulcerazione), senza alcuna sensazione di prurito, bruciore o dolore.
La pelle è composta da 3 strati principali: l’epidermide, il derma e il tessuto sottocutaneo, la cui funzione generale è quella di assorbire, espellere, proteggere, secernere, termoregolare, produrre pigmenti, percepire i sensi e fornire un ambiente sicuro attraverso le risposte immunologiche.
L’ epidermide che è lo strato di cui dobbiamo prenderci cura e tutelare, è costituito da cellule epiteliali squamose stratificate al 90% note come cheratinociti, la cui funzione è di sintetizzare la cheratina, una proteina con una spiccata funzione protettiva. Il suo malfunzionamento o peggio la sua distruzione, provoca nei pazienti stomizzati quelle che vengono raggruppate nelle PSC, vale a dire le complicanze della cute peristomale che purtroppo nei pazienti stomizzati hanno una incidenza di circa l’80% nei primi 2 anni dall’intervento chirurgico.
L’insorgenza di tali lesioni è dovuta ad una serie di fattori:
- igiene scarsa o effettuata con prodotti inadeguati;
- contatto prolungato delle infiltrazioni del contenuto del presidio (feci, urine) con la cute;
- utilizzo del presidio sbagliato;
- reazione allergica al dispositivo e/o agli accessori utilizzati;
- presenza di cicatrici nell’area peristomale;
- posizionamento dello stoma e confezionamento dello stoma stesso inadeguato;
- decubito dei punti peristomali;
- lesioni “da strappo” dovute alla frequente sostituzione del dispositivo (per una serie di fattori intrinsechi e non).
Per prevenire queste complicanze, è importante:
- individuare il sistema di raccolta più adatto alle esigenze della persona stomizzata;
- effettuare con cura lo stomacare (insieme delle procedure per sostituire il dispositivo) utilizzando acqua e sapone con pH 5,5 • ritagliare correttamente la barriera cutanea;
- in caso di utilizzo di un dispositivo convesso, individuare il tipo giusto di convessità;
- sostituire il dispositivo nei tempi stabiliti o all’occorrenza;
- utilizzare gli accessori.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, di seguito ne indichiamo funzione e indicazione all’utilizzo. Rimuovi adesivo: consente una rimozione atraumatica del dispositivo dalla cute e di tutti i vari residui di adesivo, cerotto o pasta che rimangono sulla pelle. Aiuta a ridurre notevolmente il rischio di lesioni da “strappo”.
Film protettivo: crea una barriera protettiva sulla cute, in alcuni casi la sua composizione è caratterizzata anche da eccipienti aventi azione lenitiva. L’utilizzo di questo accessorio è consigliato sempre nei pazienti con una cute molto sensibile. Da applicare dopo l’igiene e mai in sua sostituzione.
Polvere: è un prodotto utilizzato per assorbire l’umidità della pelle intorno allo stoma e favorire, così, l’adesione della barriera cutanea. In caso se ne applichi un quantitativo eccessivo, è bene rimuoverlo per non compromettere la tenuta del dispositivo.
Pasta: è un prodotto a base di idrocolloide che aiuta a prevenire le infiltrazioni applicandola intorno allo stoma e in presenza di particolari irregolarità della cute per livellarla.
Anelli: sono sempre a base di idrocolloide, creano un sigillo protettivo intorno alla stomia.
Strisce idrocolloidali: aumentano la superficie adesiva del dispositivo per stomia utilizzato, dando spesso al paziente una maggiore sicurezza in termine di tenuta dello stesso.
Cintura addominale: è un accessorio usato per aumentare l’adesione della sacca all’addome. Contribuisce ad una sicurezza psicologica del paziente.
Bustine gelificanti anti-odore: indicate in caso di effluenti liquidi, gelificano il contenuto della sacca e favoriscono la riduzione di odori sgradevoli e gas in eccesso.
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