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Io non sono la mia stomia - La storia di Manuela
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Mi chiamo Manuela, sono una mamma di due figli disabili e sono vedova. Sono Presidente dell’Associazione “Gli amici di Elsa” da 18 anni. Gestisco due negozi a Sarzana i cui proventi sono destinati ai ragazzi disabili.
Perché ha dovuto affrontare l’intervento?
Ho dovuto affrontare l’intervento un anno fa, a causa di un tumore e di una perforazione intestinale. Mi è stata confezionata una colostomia – la mia preoccupazione era ovviamente per i miei figli. Nei 10 giorni in cui sono stata ricoverata in ospedale, è stata mia mamma a prendersi cura di loro e questo mi ha aiutato a tranquillizzarmi.
Come è venuto a conoscenza del servizio Convatec me+?
Mio papà era colostomizzato e la prima cosa che mi è venuta in mente dopo l’intervento è stata contattare il servizio di cui lui mi aveva sempre parlato bene. Anche mia mamma è colostomizzata e si sta rivolgendo al servizio.
C’è qualcuno che desidera ringraziare?
Tutte le persone che mi sono state a fianco. Il più grande ringraziamento, ovviamente, va a mia mamma, che si è presa cura dei miei figli. E poi proprio il servizio Convatec me+: perché grazie al supporto ricevuto sono tornata a condurre una vita normale.
Cosa vuole dire a chi vive la sua stessa esperienza?
La stomia mi ha dato una seconda possibilità. Vado al mare, in montagna; organizziamo iniziative ed eventi con tutte le persone dell’Associazione. Mi piace correre, fare lunghe passeggiate. Non vivo la stomia come un problema: cos’è la sacca in confronto a quello che abbiamo affrontato? Non è niente. È il nostro cervello che fa tutto. Non siamo sfortunati: è il modo in cui la nostra testa reagisce a ciò che ci capita a condizionare il nostro modo di pensare e agire. Bisogna imparare a guardare le cose in maniera positiva. La vita è bella, vale la pena viverla: non abbiamo niente di meno, semmai abbiamo una marcia in più.
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